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Obbligo o Verità? Vax o no Vax: un gioco pericoloso?

E’ giusto obbligare il popolo italiano alla vaccinazione?

Questa domanda è frutto di numerose discussioni. Negli ultimi giorni, infatti, il tema dei vaccini si è fatto centrale. La netta contrapposizione tra il governo e un gruppo di mamme italiane ha sollecitato l’interesse di molte persone.

Da un lato troviamo un governo indeciso sulla tutela del popolo. Mi riferisco al “Decreto mille proroghe 2018” in cui viene rinviato l’obbligo vaccinale (previsto dal “decreto Lorenzin”) al 2019 e che dimostra l’ennesima mancanza di autorità da parte del governo.

Perché parlo di mancanza di autorità? Vi ricordo che la nostra Costituzione, all’articolo 32, dice “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”

Dall’altro lato, invece, troviamo delle mamme preoccupate che “provano” a difendere la salute dei propri bambini. La loro sfiducia nella medicina nasce dalla presunta correlazione autismo-vaccinazione e dalla presenza di additivi tossici.

Nella vita non c’è nulla da temere, solo da capire.

E’ la stessa Margherita Hack a richiedere un po’ di chiarezza.

Inutile ricordare gli enormi benefici che i vaccini hanno portato in questi anni, dall’ eradicazione della poliomielite a quella del vaiolo (responsabili di malattie che hanno causato la morte di milioni di persone). Salterei anche il passaggio in cui riporto l’azione farmacologica o il loro meccanismo di funzionamento. Nella maniera più semplice, evitando un linguaggio scientifico, mi piace collegare il vaccino ad un padre che insegna al figlio (in questo caso il sistema immunitario) ad andare in bicicletta. Dopo più riprese il bambino sarà perfettamente in grado di andare da solo.

La figura del figlio non è casuale, infatti è sorprendente come il nostro sistema immunitario possa essere educato (ha una fenomenale capacità di apprendimento!)

Vorrei focalizzarmi, invece, sulle normative che stanno dietro la realizzazione di un generico farmaco, nel nostro caso di un vaccino. Il prodotto farmaceutico, prima di arrivare alla vendita, deve oltrepassare diversi step che non richiedono ore, giorni, mesi. Richiedono anni e denaro (e anche pazienza).

Il “Prescelto” avrà dunque superato:

1. Primo Step: Sperimentazione Preclinica In laboratori altamente specializzati vengono eseguiti studi in vitro e in vivo per identificare quale componente del microrganismo sarà in grado di stimolare in maniera ottimale il sistema immunitario. In questa fase si valutano anche tolleranza, risposta immunitaria ed efficacia protettiva del vaccino da sviluppare. 2. Secondo Step: Sperimentazione Clinica Regolata sia a livello comunitario che nazionale, si suddivide in quattro fasi: le prime tre (che coinvolgono un numero crescente di volontari) si svolgono prima della messa in commercio del vaccino mentre la quarta è rappresentata dagli studi post-commercializzazione e coinvolge milioni di persone.

  1. Studi di fase 1 Il vaccino viene testato su un numero limitato di persone (alcune decine) per valutarne la tollerabilità, intesa come la frequenza e la gravità degli effetti collaterali del vaccino.

  2. Studi di fase 2 Possono coinvolgere anche centinaia di persone. Il potenziale vaccino viene somministrato a dosi diverse e se ne studiano gli effetti, sia in termini di effetti tossici che di immunogenicità, vale a dire la capacità del vaccino di indurre una risposta immunitaria valida.

  3. Studi di fase 3 Viene fatta una prova di efficacia del vaccino su larga scala, in genere alcune migliaia di volontari, soggetti di solito arruolati in più centri di ricerca. Dopo aver verificato che tutti i risultati dei test siano in linea con gli standard richiesti, il produttore procede alla preparazione di un dossier da inviare alle autorità competenti (l’Agenzia italiana del farmaco – Aifa e la European’ medicines agency – Ema) per richiederne la registrazione e l’autorizzazione alla commercializzazione (AIC) che può avvenire solo dopo il nulla osta ufficiale delle autorità.

  4. Studi di fase 4: Consistono nel monitoraggio di sicurezza ed effetti secondari del vaccino negli anni e su una popolazione in costante aumento A questo punto il “nostro eroe” è finalmente pronto per il suo compito ma non senza ostacoli. Infatti, l’AIC (autorizzazione all’immissione in commercio) può essere revocata, in qualsiasi momento, dall’AIFA e in modo particolare quando:

  • il medicinale è nocivo nelle normali condizioni di impiego;

  • il medicinale non permette di ottenere l’effetto terapeutico o l’effetto per il quale è stato autorizzato;

  • il rapporto rischio/beneficio non è favorevole nelle normali condizioni d’impiego;

  • il medicinale non ha la composizione qualitativa e quantitativa dichiarata.

Capiamo bene che, in caso di revoca, l’industria farmaceutica perderebbe una somma di denaro non indifferente.

Alla luce di questo dobbiamo continuare a parlare di complotto?

La perplessità delle madri si focalizza in modo particolare alla presenza di mercurio e alluminio in tali formulazioni.

Nelle normative che regolarizzano la produzione e la commercializzazione del farmaco la parola SICUREZZA viene ripetuta più e più volte. Oltre questo, è possibile credere che un’industria farmaceutica, alla luce degli scrupolosi controlli alla quale vengono sottoposti i medicinali, abbia l’intenzione di usare additivi che potrebbero portare complicazioni durante il percorso di vita di un bambino e quindi perdere soldi e tempo?

E’ come se, alla vista di un posto di blocco della polizia, ci togliessimo la cintura di sicurezza di proposito, solo per il gusto di ricevere una bella multa.

Per quanto riguarda l’alluminio viene usato spesso dalle industrie, come ad esempio quella cosmetica. Lo sapete che nella stragrande maggioranza dei deodoranti è contenuto l’alluminio (sotto forma di Cloridrato di Alluminio)? Stando agli usi comuni degli italiani, più volte al giorno la nostra pelle entra a contatto con questa sostanza che può essere assorbita.

Quindi, perché non creare una pagina su facebook “Mamme che dicono NO all’uso dei deodoranti?”

Nel caso del mercurio il discorso è ancora più semplice. Le quantità, secondo un’analisi commissionata proprio dagli antivax, sono al massimo dell’ordine di 10 microgrammi per litro. Questo significa che l’apporto di mercurio, con i vaccini, è dell’ordine di un centesimo di microgrammo.

Considerando il fatto che elementi come il mercurio vengono consumati all’ordine del giorno tramite l’alimentazione (es. scatolette di tonno, pesce in generale), l’acqua potabile o ancora l’ambiente, è il caso di preoccuparsi di quantità infinitesime somministrate da 1 a 3 volte nell’arco della vita?

Passiamo ai numeri adesso.

In termini di efficacia parliamo di percentuali altissime. Il vaccino per la Rosolia ha il 99,95% di efficacia circa dopo 2 o 3 dosi inoculate. Come effetti collaterali il 5-15% dei vaccinati può avere febbre superiore a 38.5 °C.

Nella cura dei tumori (in stato avanzato), invece, la percentuale di efficacia si riduce drasticamente. Quella relativa agli effetti collaterali aumenta radicalmente( e con effetti collaterali non intendiamo febbre). I più comuni sono nausea e vomito, caduta dei capelli, dolori articolari, spossatezza, tossicità al livello di fegato e cuore.

La correlazione tra vaccini e tumori non è così lontana: oltre al fatto che le infiammazioni croniche del sistema immunitario favoriscono la comparsa di tumori, la nuova frontiera della ricerca si concentra sull’elaborazione di vaccini che inibiscano il loro sviluppo.

Piccola chicca: alcuni “Vaccini anticancro preventivi” sono già in uso e sono anche estremamente efficaci (Epatite B; HPV).

Quanto all’autismo è difficile definire le cause. È una malattia ancora ignota, poche sono le informazioni e nulla è stato ancora scientificamente verificato. Si pensa che tale malattia abbia delle basi genetiche e che i fattori ambientali possano favorirne la comparsa. Quello che è certo è che nessun ricercatore ha verificato la correlazione vaccini-autismo.

Riflettiamo: a. L’Istituto Superiore di Sanità (ISS), con uno studio promosso e finanziato dal Ministero della Salute dal titolo “Osservatorio nazionale per il monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico”, ha effettuato un’indagine epidemiologica nelle aree di Lecco-Monza-Brianza, Roma e Palermo. Dai risultati della ricerca è emerso che 1 bambino su 100 in Italia è affetto dai disturbi dello spettro autistico. b. I dati di copertura vaccinale, invece, al 31 dicembre 2017, a 24 mesi, relative alla polio, si avvicina al 95%.

Su 100 bambini 95 sono vaccinati e uno è malato. A voi le considerazioni…

La no-Vax, tuttavia, oltre ad essere infondata, può essere pericolosa.

Minando le basi della vaccinazione, ossia l’immunità di gregge, si può assistere ad epidemie già verificatesi negli anni precedenti. È il caso del morbillo a Dublino che causò 3 decessi, o della pertosse nel Regno Unito che causò la morte di alcuni bambini.

Obbligo: Sottoporre i bambini dai 0 ai 6 anni a 10 vaccini obbligatori (anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilusinfluenzae tipo B, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella). Verità: I vaccini sono sicuri

Obbligo o verità? E’ sempre difficile scegliere ma, in questo caso, il quadro è chiaro. Le due strade sembrerebbero portare ad un unica scelta: salvaguardare la salute del popolo (non solo dei bambini) in sicurezza.

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