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METFORMINA

Aggiornamento: gen 31

Il mondo della ricerca scientifica è un ambito molto insidioso, soprattutto per quel che riguarda la progettazione di un farmaco. La messa in commercio di una molecola farmacologicamente attiva è un processo estremamente lungo e che implica un investimento economico di non indifferente portata. Anche una volta messo in commercio, il lavoro di ricerca su un dato farmaco non è completo, in quanto tutti gli operatori di competenza (medici, farmacisti e personale specializzato delle industrie) devono operare una rigida farmacovigilanza, che spesso porta a scoprire informazioni fondamentali sul prodotto in questione se non addirittura effetti tossici o farmacologici del tutto inaspettati. Quest’ultimo caso è quello che concerne la Metformina, uno degli antidiabetici più diffusi ed utilizzati, dato che viene impiegato nel trattamento del diabete di tipo II e delle sindromi metabolica e dell’ovaio policistico. La metformina facilita l’assorbimento dell’insulina, riduce la produzione di zuccheri da parte del fegato e diminuisce l’assorbimento intestinale dei carboidrati assunti con l’alimentazione. Questo suo importante ruolo nel metabolismo, però, proprio tramite ricerche effettuate anni dopo la messa in commercio della metformina stessa, è stato scoperto avere un’importante azione antitumorale. Il legame tra il metabolismo energetico e il cancro è noto da tempo: la sindrome metabolica (una condizione frequente caratterizzata soprattutto da aumento del grasso addominale con sviluppo della cosiddetta “pancetta”), è un fattore di rischio per il cancro e poi insulina e altri ormoni metabolici possono innescare i fenomeni cellulari all’origine di alcune forme tumorali.

L’uso della metformina come farmaco preventivo è ancora in fase di studio ma si può già ipotizzare che la sua applicazione specifica sarà nei tumori associati all’obesità come quello del colon, dell’utero, della mammella, del pancreas. Inoltre, studi in vitro condotti negli atenei di Milano e Genova hanno mostrato che il trattamento con metformina induce effetti antiproliferativi nelle cellule staminali tumorali della cultura di glioblastoma (grave tumore cerebrale), utilizzata in questa ricerca. Ciò fa sperare che la metformina possa avere un ruolo antitumorale ancora più ampio, cosa che ci auspichiamo fortemente, dato il suo costo basso e gli effetti indesiderati blandi e poco diffusi tra i pazienti che la assumono.


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